italiano va a scopare in un bordello arabo

Ma per tanti altri i discount del sesso rendono.
Cosa succede IN europa?
Dalla Svizzera allAustria, passando per la Germania e lOlanda, litaliano a caccia di sesso a pagamento non disdegna le scappatelle oltre confine.Dai 150 ai 200 euro a turno cinque giorni su sette: una vita da macchina del sesso.Ulisse Albertalli, patron del Bar Oceano, che con le sue 60 camere è il locale erotico più importante del Cantone.Una volta fatto il prezzo, si sale nelle camere da letto attigue al bar bucarest e prostituzione che il gestore affitta direttamente alle ragazze, tutte rigorosamente in regola, per circa 100 euro al giorno.E cè da credergli.Dopotutto Praga è anche città dove divertimento e trasgressività non mancano.Lui è il promotore del referendum per abrogare parte della Legge Merlin, la normativa che regolamenta, si fa per dire, il commercio del sesso in Italia: Con le 400mila firme raccolte abbiamo sfiorato limpresa.I numeri non sono inferiori nei paesi che non regolamentano il settore.Ognuno di questi paesi ha scelto la propria formula, dai bordelli statalizzati alla creazione di quartieri a luci rosse, fino alla concessione di specifiche licenze.La prostituzione esiste da sempre e il 75 degli italiani è favorevole alla riapertura delle case chiuse, anche per fermare violenza e sfruttamento.La risposta arriva direttamente da un cliente del, bar Corona, un comasco distinto, sulla cinquantina, lontano anni luce dal cliché dello squallido marpione: Con qualche euro in più mi garantisco unesperienza legale, tranquilla e pulita.Appena fuori dai confini (il nostro Paese è definito neo-abolizionista) si moltiplicano i bordelli frequentati soprattutto da italiani.Tralasciando aspetti di carattere etico, la politica per fare le proprie scelte dovrebbe basarsi sui dati.Italiani in Repubblica Ceca.Verificarlo è semplicissimo: basta mettersi in macchina e percorrere i pochi chilometri che separano le città del Nord dalle capitali del sesso a pagamento dove la prostituzione è legale e regolamentata, ma soprattutto dove questo tipo di commercio genera un volume daffari impressionante, foraggiato per.Sono spesso donne prelevate in paesi ad alto tasso di povertà e costrette a prostituirsi con forme di costrizione che sono cambiate nel corso degli anni, con una riduzione dellincidenza della violenza fisica a favore di una costrizione consenziente, spesso dettata da una reale mancanza.
Insomma dove esiste una regola chiara si capisce meglio quello che si può e quello che non si può fare e, di conseguenza, chi va perseguito e chi.
Dallaltro lato ci sono le ragazze.




Quale sia il modello migliore non lo sappiamo.Infatti in questi paesi il numero di persone coinvolte nella prostituzione è generalmente molto basso, ma non è escluso che un simile approccio, in paesi più difficilmente sorvegliabili (maggiormente popolati) possa produrre un effetto opposto, favorendo la creazione di un mondo sommerso, dove sarebbe ancor.Nei palazzi romani lultima proposta è arrivata dal senatore leghista Massimo Bitonci: Inutile nascondersi dietro falsi moralismi.Quello che è comunque emerso dallanalisi fatta è che nei paesi abolizionisti e neo-abolizionisti (come lItalia) ci sono livelli di violenza leggermente superiori agli altri.Sebbene non ci sia modo di verificarne nel concreto la piena attendibilità, è chiaro che il fenomeno della prostituzione, di strada o al chiuso, ha le proporzioni di una grande industria.Tarvisio, in Carinzia (dove operano già 40 strutture a luci rosse).Far emergere questo giro daffari significa per lo Stato e gli enti locali incassare abbastanza risorse per evitare aumenti di tasse e forse anche per abbassare una serie di imposte.Sono le stime sul mercato della prostituzione in Italia elaborate dalla Commissione Affari Sociali della Camera nel 2010.La prostituzione è regolamentata bakeca incontri magenta per legge in Germania, Olanda, Svizzera, Austria, ma anche Grecia, Regno Unito, Ungheria e Lettonia.
Un mercato florido, al riparo da ogni crisi, che tutela clienti e prostitute.
Le ragazze lavorano a turni, con contratti regolari come in ogni altra professione.




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