Alcune di queste donne sono poi state identificate e a loro volta sentite da Roveda.
Subito i poliziotti avevano allertato il pubblico ministero di turno, davanti al quale la 19enne aveva descritto milano annunci erotici in incontri donne benevento modo dettagliato tutto l'accaduto e i luoghi in cui sarebbero avvenute le violenze e che non avrebbe potuto conoscere per il solo fatto di essere stata trattenuta.Per questo si era fermato poco distante, riuscendo a seguire laggressione e poi a chiamare il 113.Luomo secondo quanto riferito agli agenti stava aspettando che la squillo, una rumena di 19 anni, finisse il suo turno in via Emilio Lepido.Era a braccia aperte, con i polsi legati con nastro adesivo da pacchi alla sbarra che impedisce il passaggio alle auto dove finisce l'asfalto, come crocifissa.In quell'occasione la vittima fornì ai carabinieri la descrizione dell'aggressore: un uomo di età compresa tra i 50 e i 60 anni, corporatura tarchiata, italiano, con pochi capelli, che si muove a bordo di un'utilitaria di colore chiaro.L'allarme è stato dato dal fidanzato della troie ad ancona donna, appostato in attesa che la ragazza finisse il turno.I militari avevano confermato di aver visto il maresciallo, che è sposato e da tempo sostituiva il comandante in carica della stazione che è in malattia, perquisire la ragazza e farla uscire dalla camera di sicurezza contro ogni regola.La prima corte d'appello ha parzialmente riformato la sentenza di primo grado, assolvendo l'imputato da 4 dei 15 casi di violenza sessuale contestati, nonché da un caso di concussione.Il fidanzato della donna ha raccontato di aver udito distintamente i rumori e le urla dell'aggressione.
Erano le 2,30 quando una Renault Clio ha abbordato il marciapiedi battuto dalla prostituta.
Un russo di 32anni senza fissa dimora e un 29enne moldavo sono stati arrestati per rapina e denunciati per ricettazione, dopo aver malmenato e rapinato una squillo in via Emilio Lepido.




In occasione dell'arresto, il, il gip Enrico Manzi contestava al militare episodi di violenza sessuale o tentata violenza sessuale a partire dal 2004.Poi il furto di un telefonino e quindi la fuga, prima a bordo di una Clio rubata infine a piedi.Massimo Gatto /wikilink, l'ex comandante della stazione dei carabinieri.Il lunedì successivo, dopo aver patteggiato la pena per il furto con la sospensione condizionale, la ragazza era stata rimessa in libertà dal giudice ed era corsa alla stazione Centrale dove aveva sporto denuncia presso gli uffici della Polfer.Sul primo pende anche un'ordinanza di espulsione da parte della questura di Udine.LA vicenda - L'inchiesta che ha portato all'arresto di Gatto, torinese oggi 49enne che ancora a margine dell'udienza negava l'accaduto con i giornalisti, è partita dalla denuncia di una polacca di 19 anni, trattenuta nel gennaio 2011 nella camera di sicurezza della stazione di Parabiago.Il fidanzato che in questura chiamano il sedicente compagno è stato lasciato andare senza ulteriori accertamenti, dopo i ringraziamenti per la segnalazione.Altre donne hanno poi denunciato fatti analoghi avvenuti a partire dal 1998, ma sono ormai prescritti e quindi non perseguibili).Le manette a quel punto sono scattate velocemente, con gli agenti saltati addosso ai malviventi.
Parabiago, condannato in primo grado a 20 anni di reclusione per avere violentato 13 donne nella caserma (le accuse di violenza sessuale e concussione è arrivata u na riduzione della pena: da 20 anni a 16 anni e un mese di reclusione.
Lallarme è scattato nella notte fra il 13 e il 14 agosto, anche se solo ora la questura ne dà notizia.

Lì la coppia dellest ha abbandonato la macchina, dandosela a gambe ormai col fiato sul collo da parte della polizia.
L'identità sarebbe stata confermata dalle impronte digitali.
Si tratta di un'italiana che era andata dai carabinieri per sporgere una denuncia per furto, di un'altra donna che era andata a chiedere aiuto per la sua difficile situazione coniugale, di due sorelle che si erano rivolte in tempi diversi ai militari per una denuncia.


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