prostituzione per strada roma

Sono quasi sempre africane le ragazze che si ribellano, aiutate dal progetto Roxanne del Comune, dallazione di altre associazioni come la «Giovanni xxiii» di don Oreste Benzi.
Per leggere cosa c'è scritto occorre fermarsi con la macchina perché in movimento non è semplice decifrare le scritte.
Si tratta del "prezzario" delle prostitute che stazionano lì e consumano i rapporti sessuali nella cabina abbandonata forse dell'Enel poco dietro, appena dentro un cancelletto.Quelle che riescono a sopravvivere amministrandosi in proprio sono numerose, anche se si devono guardare dal racket del marciapiede - laffitto al metro dei pezzi di asfalto dove stazionare in attesa dei clienti - è sempre presente.Le chiediamo quali accorgimenti mette in atto per stare più sicura: cerco di valutare semre chi è la persona che si ferma.A quale tipo di vita va incontro?Il Raccordo anulare è lontano qualche chilometro, ma loro sono già.Nessuna di loro vuole dirci il proprio nome, o almeno non quello reale.Adesso il controllo del territorio è affidato alle pattuglie che fanno quello che possono.Ci muoviamo in questo viaggio tra le strade della prostituzione della Capitale partendo da quella che è diventata la più nota da qualche anno a questa parte: la Salaria.Siamo sulla via Palmiro Togliatti, un altro quadrante della Capitale, periferia est di Roma.Sono tornate in massa, adesso si stima che siano più di 7mila.Il mondo della notte, questo mondo, non è come quello di giorno, dei lavori normali.Chiediamo chi sono i clienti che vanno con i trans e ci dice che cè un po di tutto, dai signori di mezza età a ragazzi (tanti) poco più che ventenni.
La mappa dello sfruttamento (Corriere della Sera Roma, ).
Ma anche africane e travestiti sudamericani.




A stazionare davanti al cartello, seduta sul divano, la prostituta di turno ricercatissima dai clienti.I rischi per le prostitute che lavorano di notte in strada: Avviciniamo unaltra ragazza, dellest Europa, che ci dice di avere paura : ho paura pe la mia incolumità.Il noto discorso del trovarsi a vivere in un corpo che non si sente proprio.Attualità, il, corriere della Sera Roma pubblica oggi la mappa dello sfruttamento della prostituzione a Roma : si stima che siano in tutto più di settemila, quasi tutte ragazze straniere per lo più sfruttate da bande di criminali di nazionalità rumena, albanese o nigeriana.Parla un italiano ancora stentato, il che potrebbe stare a significare che è da poco sbarcata qui in Italia.Sedute sui guardrail o sotto gli ombrelloni sullAurelia, su sedie di plastica sulla Portuense, in passerella sulla Salaria.Girano in bikini e occhiali da sole fra le auto incolonnate che si muovono a passo duomo facendo lo slalom fra le voragini.Riusciamo a scambiare qualche parola con alcune di loro: sono tutte straniere, soprattutto dellest Europa, scappate dal proprio paese e arrivate in Italia con lobiettivo di cambiare vita.Somiglia ad un menù di un ristorante, dove sono specificati i vari servizi ed i prezzi: 20 euro per un rapporto sessuale, sempre 20 euro per un rapporto orale e 50 euro per un rapporto anale.Oggi il fenomeno è ancora presente pur se sotterraneo: come noto nel nostro paese la prostituzione non è legale malgrado gli infiniti tentativi di renderla tale.
Non di rado, a causa di clienti che si fermano di colpo in mezzo alla strada per agganciare una di loro, accadono incidenti, anche gravi.
E in questo mondo chi sgarra la paga duramente.




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